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Carta di intenti per il volontariato gratuito, organizzato e indipendente

 

Questa carta nasce e si diffonde dopo l’approvazione da parte del Parlamento del Codice del Terzo settore nel 2017 e la cancellazione della legge 266/1991, riferimento ideale e normativo per il volontariato italiano. Proprio perché non vogliamo essere inghiottiti dalle logiche di “profit” presenti in molte organizzazioni del Terzo settore e non vogliamo altresì disperdere la forza innovativa del volontariato, intendiamo sottolineare e impegnarci per tre parole importanti:

gratuità, organizzazione, indipendenza

 

Gratuità

La gratuità consente al volontariato di realizzare progetti e raggiungere obiettivi anche in carenza di risorse economiche; soprattutto apporta alle relazioni tra le persone autenticità, altruismo, sobrietà. Rispetto ad alcuni punti previsti dal Codice del Terzo settore precisiamo:

  • Collaborazioni retribuite: molte associazioni, soprattutto quelle più grandi, si avvalgono di collaborazioni retribuite per poter utilizzare personale specializzato e qualificato. Perché non sia snaturato il ruolo dell’associazione di volontariato occorre definire una proporzione riferita non al numero dei volontari che compongono la singola associazione bensì al monte ore totale di attività fornito da tutte le persone in un anno: le ore di collaborazione retribuita non dovranno essere superiori al 40/50% del monte ore annuale di attività dell’associazione.

  • Rimborsi spese: dovranno essere effettivamente tali e non potranno essere dati in modo forfettario, prefigurando quasi un piccolo compenso periodico al singolo volontario.

  • Partecipazione agli organismi direttivi dell’associazione: si ribadisce che si intende come completamente gratuita; tale gratuità va estesa a tutti gli organismi congiunti previsti dalla nuova normativa sul Terzo settore.

  • Servizi resi dalle associazioni al pubblico: possono essere richiesti i rimborsi delle spese, anche quelle per il funzionamento organizzativo della propria struttura; ma non si possono accettare veri e propri tariffari con margini di profitto e che non tengono conto delle eventuali difficoltà economiche degli utenti.

Organizzazione

L’apporto del volontario singolo è utile ma va organizzato all’interno di gruppi, con propri statuti e regole. Questo fornisce stabilità all’attività del volontariato; al tempo stesso consente di svolgere un ruolo di partecipazione nella società.

La democraticità della vita interna è un punto essenziale, garantito dall’adesione ad uno statuto comune. Il volontariato individuale previsto dal Codice del Terzo settore come presente nelle cooperative sociali, nelle associazioni di promozione sociale, nelle fondazioni rischia di essere aggiuntivo, un contorno per creare consenso rispetto ad attività che possono avere intenti diversi dal volontariato.

 

Indipendenza

Visti gli elementi di disgregazione presenti nella società e nella politica attuali, spesso le associazioni di volontariato sono fatte oggetto di considerazione da parte di partiti, sindacati, organizzazioni di categoria nel tentativo di ricreare elementi di fiducia. E’ indispensabile che il volontariato sia indipendente; non sia collaterale a nessuno schieramento e sappia portare contributi concreti alla soluzione dei problemi. Fatte salve le opzioni individuali a livello politico-sociale dei singoli volontari, è importante come gruppi e associazioni saper esercitare un ruolo nuovo soprattutto di proposta. Questo renderà molto più efficaci le iniziative del volontariato.

 

Nel sottoscrivere questa carta di intenti ci impegniamo a darvi attuazione nelle attività quotidiane dei nostri gruppi ed associazioni; a fare rete; ad informare l’opinione pubblica.

Questo documento è in divenire ed i firmatari che si aggiungeranno potranno contribuire ad arricchirlo nei contenuti, attraverso periodici momenti di confronto comune che saranno convocati.

 

Promotori:

ADIA (Acqui Terme e Ovada), ANA (Casale M.to), Anffas (Casale M.to), Anteas Alessandria, A.P.R.I. (Asti), Assefa Alessandria, Associazione per la pace e la nonviolenza (Alessandria e Acqui Terme), Cav (Novi Ligure), Gruppo volontariato assistenza handicappati GVA (Acqui Terme), L’Abbraccio (Fubine), Lida (Asti), Museo della Gambarina (Alessandria), Pro Natura (Alessandria), Rifrancalcore (Refrancore), Tempi di Fraternità (Asti), Vedrai (Ovada), Vela (Ovada), Verso il Kurdistan (Alessandria).

 

Per informazioni e comunicazioni: Coordinamento Volontariato e Terzo settore (Alessandria e Asti)

Email: Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.

Tel: 0143 822500

 
Lettera al Presidente del Consiglio e al Ministro del lavoro e delle politiche sociali

 

 

Al Presidente del Consiglio dei ministri

On. Paolo Gentiloni

Palazzo Chigi

Roma

 

Al Ministro del lavoro e delle politiche sociali

Giuliano Poletti

Roma


Oggetto: Decreti attuativi della Legge 106/2016 sul Terzo settore


Il Consiglio dei Ministri ha approvato venerdì 12 maggio i decreti attuativi della Legge sul terzo settore (106 del 2016). I nostri timori contenuti nella “Lettera aperta in difesa del volontariato” diffusa nei mesi scorsi (che alleghiamo) trovano purtroppo piena conferma:

- la legge sul volontariato (266 del 1991) che tanto ha contribuito a migliorarne il ruolo nella società viene abrogata;

- le Regioni sono esautorate delle loro competenze e ridotte a passacarte in riferimento al nuovo Registro nazionale del terzo settore;

- i Centri servizio del volontariato (nati con la legge 266) sono completamente snaturati e al servizio di tutti gli enti iscritti al Registro nazionale;

- il volontariato organizzato è decisamente ridimensionato a vantaggio del volontariato individuale che, svolto presso enti non di volontariato, finisce per svolgere solo un “effetto consenso” presso l’opinione pubblica;

- si conferma che tutti gli enti del terzo settore non devono avere scopo di lucro, ma mentre si mortificano le organizzazioni di volontariato si valorizzano cooperative sociali, imprese sociali, fondazioni e altri enti che hanno presentato e presentano molti casi di ricerca del profitto, di sfruttamento del proprio personale, di trattamento disumano dei propri utenti al limite di fatti delinquenziali (vedi per tutti “Roma mafia capitale”).

Vi chiediamo di intervenire per apportare alcune essenziali correzioni: possono essere fatte alcune modifiche alla legge 266, ma è un grave errore culturale e umano che essa venga abrogata integralmente; alle Regioni devono restare compiti legislativi e di coordinamento; i Centri servizio volontariato devono restare al servizio del volontariato e non essere stravolti.

 

Coordinamento Volontariato e “Terzo settore”

Adesioni:

Anffas (Ovada),Anolf (Alessandria), Anteas (Alessandria), A.P.R.I. (Asti), Aruanà (Casorzo), Assefa (Alessandria), Associazione Clown Marameo (Alessandria), Associazione per la pace e la nonviolenza (Alessandria), Associazione promozione volontariato alessandrino Aprova (Alessandria), Associazione Vela (Ovada), Avis (Alessandria), Cav (Casale Monferrato), Centro per la pace e la nonviolenza Rachel Corrie (Ovada), Cittadinanzattiva (Alessandria), Comitato autoconvocazione del volontariato 4.0 (Torino), Eta Beta (Alessandria), Gruppo volontariato assistenza handicappati GVA (Acqui Terme), L’abbraccio (Fubine), Lida (Asti), Monferrato soccorso P.A. Croce Bianca (Casale Monferrato), Movimento per la vita (Casale Monferrato), Pro Natura (Alessandria), Vedrai… (Ovada).

 

Nuove adesioni:

Aiutaci ad Aiutare (Ovada), Anffas (Casale Monferrato), APOS (Felizzano), Associazione Enrico Cucchi (Tortona), Banco di solidarietà Galeazzi (Asti), CAV (Novi Ligure), Comunità “Franca e Marco” (Castelnuovo Don Bosco), FelizzanOltre (Felizzano), Gruppo volontariato vincenziano (Casale Monferrato), Il Porcospino (Gamalero), Lessico familiare (Alessandria), Museo etnografico Gambarina (Alessandria), Nonsologatti (Casale Monferrato), Rifrancalcore (Refrancore), Tempi di Fraternità (Asti).

 
Presidio per salvare il volontariato

Come annunciato la scorsa settimana, mercoledì 24 maggio si sono riunite di fronte alla Prefettura di Alessandria numerose associazioni della provincia per far sentire la propria voce contro la legge sul Terzo Settore che, se non verrà bloccata, andrà a snaturare totalmente il volontariato così come esiste oggi grazie alla legge 266/1991.

Di seguito il link all'articolo pubblicato su AlessandriaNews:

http://www.alessandrianews.it/politica/in-piazza-salvare-volontariato-147337.html

 
Presidio prefettura 24 maggio 2017

Quel che temevamo si sta avverando!

Il Consiglio dei Ministri ha approvato lo scorso venerdì 12 maggio i decreti attuativi della Legge sul terzo settore. I nostri timori contenuti nella “Lettera aperta in difesa del volontariato” trovano purtroppo piena conferma:

  • la legge sul volontariato (266 del 1991) viene abrogata;
  • le Regioni sono esautorate delle loro competenze e ridotte a passacarte in riferimento al Registro nazionale del terzo settore;
  • i Centri servizio del volontariato (nati con la legge 266) sono completamente snaturati e al servizio di tutti gli enti iscritti al Registro nazionale;
  • il volontariato organizzato è decisamente ridimensionato a vantaggio del volontariato individuale che, svolto presso enti non di volontariato, finisce per svolgere solo un “effetto consenso” presso l’opinione pubblica;
  • si conferma che tutti gli enti del terzo settore non devono avere scopo di lucro, ma mentre si mortificano le organizzazioni di volontariato si valorizzano cooperative sociali, imprese sociali, fondazioni e altri enti che hanno presentato e presentano molti casi di ricerca del profitto, di sfruttamento del proprio personale, di trattamento disumano dei propri utenti al limite di fatti delinquenziali (vedi per tutti “Roma mafia capitale”).

C’è ancora un piccolo spazio per intervenire: i decreti passeranno (entro 45 giorni) all’esame delle Commissioni parlamentari competenti ed alla Conferenza Stato-Regioni per tornare poi al Governo per l’approvazione definitiva. Dobbiamo far sentire la nostra voce perché siano apportate urgenti modifiche indispensabili.

 

Ci troveremo davanti alla Prefettura di Alessandria in Piazza Libertà

Mercoledì 24 maggio

per un presidio delle associazioni di volontariato (dalle ore 17 alle 19).

Consegneremo al Prefetto una lettera di protesta indirizzata al Governo con i contenuti sopra esposti.


Vi invitiamo a partecipare, è molto importante. Portate più sveglie possibili: alle ore 18 le faremo suonare per significare la necessità di SVEGLIARSI PRIMA CHE SIA TROPPO TARDI. Ci auguriamo che iniziative simili nascano un po’ in tutte le città.


Coordinamento Volontariato e “Terzo settore”

Adesioni: Anffas (Ovada), Anolf (Alessandria), Anteas (Alessandria), A.P.R.I. (Asti), Aruanà (Casorzo), Assefa (Alessandria), Associazione Clown Marameo (Alessandria), Associazione per la pace e la nonviolenza (Alessandria), Associazione promozione volontariato alessandrino Aprova (Alessandria), Associazione Vela (Ovada), Avis (Alessandria), Cav (Casale Monferrato), Centro per la pace e la nonviolenza Rachel Corrie (Ovada), Cittadinanzattiva (Alessandria), Comitato autoconvocazione del volontariato 4.0 (Torino), Eta Beta (Alessandria), Gruppo volontariato assistenza handicappati GVA (Acqui Terme), L’abbraccio (Fubine), Lida (Asti), Monferrato soccorso P.A. Croce Bianca (Casale Monferrato), Movimento per la vita (Casale Monferrato), Pro Natura (Alessandria), Vedrai…(Ovada).

Nuove adesioni: Aiutaci ad Aiutare (Ovada), Anffas (Casale Monferrato), Associazione Enrico Cucchi (Tortona), Banco di solidarietà Galeazzi (Asti), CAV (Novi Ligure), Comunità “Franca e Marco” (Castelnuovo Don Bosco), Gruppo volontariato vincenziano (Casale Monferrato), Il Porcospino (Gamalero), Lessico familiare (Alessandria), Museo etnografico Gambarina (Alessandria), Nonsologatti (Casale Monferrato), Rifrancalcore (Refrancore), Tempi di Fraternità (Asti).


Per comunicazioni e nuove adesioni:

Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.

Tel. 0143-822500

 
Petizione in difesa del Volontariato

la sua gratuità e democraticità per un ruolo attivo e protagonista delle Regioni

 

Al Consiglio Regionale del Piemonte

e per conoscenza

al Ministro delle Politiche sociali

al Presidente della Giunta regionale del Piemonte

 

Di fronte alla legge 106-2016  “Delega al Governo per la riforma del Terzo settore, dell’impresa sociale e per la  disciplina del servizio civile universale” e alla fase attuale dedicata all’emanazione da parte del Governo dei decreti attuativi chiediamo alla Regione Piemonte di impegnarsi con rapidità e decisione per il mantenimento dei punti cardine della legge istitutiva del volontariato (266/1991) di fronte alle molte modifiche introdotte dalla legge 106.

 

Sollecitiamo in particolare:

-un ruolo attivo e non solo burocratico delle Regioni nell’istituzione e nel controllo del Registro del terzo settore. Sarà indispensabile che la qualifica di “onlus” sia attribuita esclusivamente a chi svolge la propria attività effettivamente senza alcuno scopo di lucro. Per fare questo occorrono criteri dettagliati ed espliciti che dovrebbero essere contenuti nell’annunciato Codice del terzo settore. Nello stesso tempo occorre un costante  controllo locale sul mantenimento dei requisiti “non profit” attraverso l’iniziativa delle Regioni;

-rispetto ai Centri servizio del volontariato non è accettabile che le loro competenze   siano estese all’intero Terzo settore dove operano cooperative, imprese, associazioni di promozione sociale che dispongono di numeroso personale e risorse rilevanti. Così pure è sbagliata una dimensione troppo grande dei Centri di servizio motivata con esigenze di risparmio: si finisce di svuotare i loro compiti di vicinanza alle associazioni locali;

-è importante che venga conservata la dimensione regionale negli organismi di controllo anziché creare nuovi organismi sovraregionali.

 

Facciamo sentire la nostra voce disinteressata e molto preoccupata: qualifichiamo e salviamo il volontariato, risorsa preziosa della nostra società.

 

Clicca qui per scaricare il PDF della Petizione

 
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