I miei parenti

Mio padre è nato a Troia in provincia di Foggia, si chiama Francesco e all’età di sedici anni si è trasferito a Genova. Qualche anno dopo ha fatto il militare a Roma.
All’età di ventitrè anni ha adottato mio fratello Stefano. Dopo sei mesi è nata mia sorella Nicoletta e per ultimo sono nato io; in seguito ci siamo trasferiti a Mele. Mio padre è un bravo uomo, è gentile; fa come mestiere il magazziniere alla Coop e ha sei fratelli.

Quando eravamo bambini mio papà ci raccontava la favola di Cappuccetto Rosso per farci addormentare e noi ci addormentavamo felici. Mio fratello Stefano ha trentasei anni e abita nella comunità San Domenico ad Ovada. Mia sorella ha trent’anni, convive con il fidanzato e studia all’università di scienze motorie a Genova, ci vediamo poco.

Ora vi parlo di mio zio Tonino; vive a Rimini ed è un tuttofare. Nei mesi invernali va in India a fare esperienze buddiste nelle quali viene data importanza al silenzio. A maggio torna in Italia.
Mia zia Rita vive a Milano, è la sorella di mio papà. Lavora in un ufficio come segretaria, si occupa di stampare le targhe delle auto nuove. Ha due figlie che si chiamano Anna e Dina, sono mie cugine e un marito che si chiama Massimo che è mio zio acquisito.
Mio zio Angelo è un altro fratello di mio papà, vive a Genova e ha due figli che si chiamano Marianna e Ettore come me.
Mia zia Nina non ha figli ma è sposata con mio zio acquisito Arnaldo sono entrambi in pensione e vivono a Genova.

Mia zia Grazia abita a Milano, è sposata con mio zio Mario e hanno tre figli che si chiamano Biagina, Clara e Antonio, loro sono i miei cugini.
Mia zia Maria non è sposata però ha due figli si chiamano Enrico e Paolo.

Ora racconto qualcosa sui miei cugini. Anna lavora a Milano come poliziotta, è sposata con Domenico chiamato Mimmo e hanno una figlia di quattro anni che si chiama Caterina. Dina anche lei è una poliziotta, è sposata e ha un figlio di cinque anni che si chiama Roberto. Mio cugino Ettore aveva un’ edicola. Biagina è divorziata e ha due figli che si chiamano Manuel di sedici anni e Luca di quindici anni. Clara è sposata con mio cugino acquisito che si chiama Marco, hanno due figlie che si chiamano Sara che ha otto anni e Martina che ha sei anni. Antonio ha trentasei anni e vive con mia zia. Enrico ne ha quaranta, ha lavorato un po’ di tempo in un bar di nome Zelig a Camogli ed ora lavora in un altro bar. Era sposato con Simona e hanno una figlia che si chiama Valentina di dieci anni. Dopo avere divorziato con la moglie si è risposato con Gaia che ha l’età di mia sorella e hanno un figlio che si chiama Gianluca.
Paolo ha trentanove anni, vive con mia zia e come lavoro fa le pulizie.


Manuel frequenta la seconda superiore del liceo scientifico a Milano, gioca a calcio in una squadra di un paese vicino a Milano. E’ tifoso del Milan.
Luca frequenta il primo anno di liceo classico a Carnate e anche lui è un tifoso del Milan. Valentina frequenta la quinta elementare a Genova e tifa Sampdoria.
In queste righe ho descritto la mia numerosa famiglia, siamo proprio tanti!

Vi racconto la mia vita

Mi chiamo Ettore e sono nato a Genova il 23-10-1991. Ho iniziato ad andare alla scuola elementare di Mele all’età di 6 anni. Durante i primi due anni non andavo tanto d’ accordo con i miei compagni maschi perché mi prendevano in giro, mentre con le femmine andavo d’accordo; dal terzo anno la situazione è migliorata anche con i maschi.
I primi due anni e l’inizio del terzo della scuola media li ho frequentati a Mele e ho terminato il terzo anno alla scuola media Pertini di Ovada, dove sono rimasto fino a diciotto anni. In questo periodo ho cambiato diversi compagni di classe.
Durante la mia frequenza alle medie ho conosciuto diverse persone che mi stanno accanto ancora adesso: Pietro, il prof. di sostegno; Anna e Patrizia, le mie assistenti; Nadia, la mia educatrice; Pietro, un compagno di classe intelligente; Francesca, davvero brava; Emilio, sempre pronto ad aiutarmi. A proposito di Emilio vi racconto un episodio che capitò alla mensa della scuola media. Dato che avevo difficoltà nel tagliarmi la carne a pezzetti un giorno durante il pranzo mi tagliò la carne di sua iniziativa. Da quel giorno mi aiutò sempre nell’ora del pranzo.
L’ultimo anno delle medie, quando ero stanco di seguire le lezioni, potevo andare nell’aula di sostegno per riposarmi guardando alcuni video e aspettando l’ora di pranzo.
Sono andato in gita all’acquario di Genova; mi sono piaciuti i coccodrilli, i delfini, i pinguini e lo squalo. Con la prof. di musica siamo andati in visita al Carlo Felice di Genova a vedere opere liriche molto belle a cui ho partecipato quando ero in terza media. Ho assistito alla rappresentazione lirica del Rigoletto di Giuseppe Verdi. Mi sono divertito ed è stata un bella giornata.
Le superiori hanno avuto alti e bassi. Il primo anno è stato piuttosto difficile perché non sapevo relazionarmi con gli altri.
Dal secondo anno al quinto è stato meglio perché andavo maggiormente d’accordo con i miei compagni. I miei amici erano Andrea, Antonio; le mie amiche Sara e Valentina: loro mi aiutavano a studiare e giocavano con me.
Durante la scuola superiore ho partecipato a diverse gite, ci hanno portato al teatro di Alessandria, al salone del libro di Torino e all’ultimo anno di scuola superiore una parte della classe 5B è andata a Barcellona in Spagna; con un’altra parte della classe siamo rimasti a scuola.
Finita la scuola superiore sono entrato in un progetto del Consorzio Servizi Sociali dell’ovadese lavorando come collaboratore scolastico tre ore al giorno quattro giorni alla settimana fino a dicembre del 2017. Al pomeriggio la mia assistente mi accompagna in auto fino a Vedrai, l’associazione di cui faccio parte. Faccio laboratori di computer, rispondo al telefono, mi occupo della posta e apro la porta fino alle 16:45. Per andare a casa Pietro mi accompagna alla stazione di Ovada per prendere il pullman o Patrizia mi porta in piazza XX di Ovada per prendere la corriera per Silvano. I miei amici sono Andrea ed Elle: con loro vedo le partite e andiamo anche a Genova al cinema e sala giochi e insieme ci divertiamo tanto.
Ora vi voglio parlare dei miei amici Giuseppe e Cinzia: sono con loro da 13 anni e sono persone molto importanti.


Giuseppe è il mio amico; con lui mi trovo bene e scherziamo sempre. Quando sono stanco mi dice di andare a dormire ; il lunedì dopo pranzo facciamo il torneo di calcio in palestrina; al pomeriggio dopo avere lavorato dalle quattro a manca un quarto alle cinque navighiamo su internet e guardiamo le cose su facebook .
Con Cinzia dopo pranzo sparecchiamo, e mi ricorda di lavarmi i denti, mi piace giocare con lei sul tablet . Alle cinque Patrizia ci accompagna in piazza XX a prendere il pullman.

Vengo anch’io, no tu no!

Dal mio arrivo in Ovada ho partecipato sempre al laboratorio “MUSICANDO CON IL CORPO” che si svolgeva il lunedì pomeriggio presso la palestra dell’ Istituto Pertini. L’incontro, della durata di due ore, ha sempre previsto nella parte finale una parte dedicata all’ animazione teatrale. In particolare abbiamo cantato e mimato varie canzoni. Abbiamo rappresentato in palestra la canzone “Vengo anch’ io tu no” . Per ogni strofa della canzone abbiamo cantato e creato una scena curando i particolari. Per quanto riguarda la prima strofa , ciascun ragazzo aveva un cartellino al collo con disegnato sopra un animale feroce, nel ritornello invece ci siamo divisi in due gruppi, un gruppo diceva “vengo anch’ io” e l’altro rispondeva “no ,tu no.” Nella strofa successiva avevamo degli ombrellini costruiti da Patrizia con carta stagnola e carta pesta. Dopo il ritornello la scena seguente l’abbiamo rappresentata con coltelli finti e facevamo finta di tagliarci la mano. Nell’ ultima strofa io interpretavo il morto e gli altri piangevano al suo funerale. Enzo Iannacci in questa canzone descrive un uomo che viene sempre respinto ,pure al suo funerale; anche se la musica è allegra la storia che ci racconta secondo me è triste. E’ stata una bella esperienza e mi sono divertito molto cantando e interpretando questa canzone con i miei amici.

ho visto un re

Per tanti anni in palestra abbiamo fatto l’attività di Musicando con il corpo.
Durante gli incontri abbiamo sempre dedicato trenta minuti all’attività di animazione teatrale. Uno di questi piccoli spettacoli si intitola “Ho visto un re”.
Ho fatto la parte del cavallo. La canzone è stata scritta da Enzo Iannacci.
Patrizia ha fatto i burattini con la stoffa e ogni ragazzo aveva il burattino di un personaggio. Simone interpretava il re, io il suo cavallo.
Ho partecipato molto volentieri e mi sono divertito con gli altri ragazzi del gruppo.

 

La mia passione per il teatro

Dall’anno 2004 frequento il Teatro dei burattini. Mio papà mi accompagna il sabato sera a vedere gli spettacoli dei burattini a Silvano d’Orba. Si tratta di persone che indossano maschere di carta pesta e interpretano personaggi Il primo che ho visto si intitolava Mondo Circus Poi ho fatto lo spettacolo dei burattini che si chiama “Alice del paese dei burattini”. Oltre ai burattini ho fatto una commedia che si intitolava “L’ importanza di essere Franco” ho fatto la parte del maggiordomo.